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Questa � la storia del Beato Giovanni e del suo incontro con San Francesco, come descritto nelle Fonti Francescane.
Mentre Francesco passava accanto ad un borgo nelle vicinanze di Assisi (213), gli and� incontro un Certo Giovanni, uomo semplicissimo, che stava arando nel campo, e gli disse: "Voglio che tu mi faccia frate, perch� da molto tempo desidero servire Dio". Il Santo ne prov� gioia, considerando la sua semplicit�, e rispose secondo il suo desiderio: "Se vuoi, fratello, diventare nostro compagno, d� ai poveri ci� che possiedi e ti accoglier� dopo che ti sarai espropriato di tutto".
Immediatamente scioglie i buoi e ne offre uno a Francesco: "Questo bue - dice - diamolo ai poveri! Perch� questa � la parte che ho diritto di ricevere dai beni di mio padre". Il Santo sorrise e approv� la sua grande semplicit�.
Appena i genitori e i fratelli pi� piccoli seppero la cosa, accorsero in lacrime, addolorati pi� di rimanere privi del bue che del congiunto. "Coraggio! - rispose loro il Santo - ecco, vi restituisco il bue e mi prendo il frate". Lo condusse con se, e dopo averlo vestito dell'abito religioso, lo prese come compagno particolare in grazia della sua semplicit�.
Quando Francesco stava in qualche luogo a meditare, il semplice Giovanni ripeteva in se e imitava subito tutti i gesti o i movimenti che egli faceva. Se sputava, sputava; se tossiva, tossiva; univa i sospiri ai sospiri ed il pianto al pianto. Se il Santo levava le mani al cielo, le alzava egli pure, fissandolo con diligenza come un modello e facendo sua ogni mossa.
Il Santo se ne accorse e gli chiese una volta perch� facesse cos�. "Ho promesso - rispose - di fare tutto ci� che fai tu. Sarebbe pericoloso per me trascurare qualche cosa". Francesco si rallegr� di quella schietta semplicit�, ma gli proib� con dolcezza di fare pi� cos� in futuro.
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